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Oli e burri naturali: quando usarli e quando no


Non sempre usare oli naturali puri è una buona idea. Scopri come avere solo i pro e come evitare i contro dell'utilizzo di questi fantastici doni della natura.

Olio di Mandorle, di Argan, Burro di Karitè... perché non usarli puri? Spesso è un'ottima idea, ma a volte no. Dipende dall'uso che se ne fa: si può ottenere una pelle nutrita e rigenerata, ma si potrebbero ad esempio soffocare i pori.



OLI E BURRI VEGETALI: CARATTERISTICHE

Gli oli vegetali spesso sono parte delle formulazioni di molte creme per la loro capacità di dissolvere in sé essenze ed estratti, hanno inoltre già da soli grandi proprietà organolettiche che variano da pianta a pianta: in generale hanno un effetto profondamente nutriente e protettivo, a volte anche lenitivo o riparatore. Si trovano in commercio anche puri.

Sono estratti a freddo da frutti o semi o bacche; i burri si differenziano per lo più per la loro densità quasi solida, ma sono fondamentalmente la stessa cosa. Un elenco dei più famosi: Burro/Olio di Cocco, Burro di Karitè, olio di Mandorle, Argan, Rosa mosqueta, Jojoba, Vinaccioli, Zucca, Ricino, Baobab, olio di Cotone e ce ne sono tanti altri...

CAPELLI: SOLO SULLE PUNTE L'olio di argan, che è anche antiage, è diventato famoso negli ultimi anni per la cura dei capelli. Anche l'olio di semi di lino è molto conosciuto per questo utilizzo. Non c'è bisogno però di appicarli sulla radice anche perché la capigliatura perderebbe volume e si appesantirebbe. In caso di impacchi per la cute (ad esempio con olio di carota oppure con il trattamento Shirodara) è necessario lavare bene i capelli dopo il tempo di posa. Come uso finale invece hanno un effetto lucidante e protettivo per le lunghezze e in particolare le punte. Vanno però usati a gocce anche nel caso di capelli molto lunghi, non più di due o tre.

VISO... ATTENZIONE PERICOLO PUNTI NERI L'uso degli oli puri è sempre molto indicato per il corpo, per piedi e mani, non sempre per il viso.

Sul viso disidratato o con pelle matura possono sostituire una crema notte o un contorno occhi, ma vanno usati in piccola quantità in modo da farli assorbire bene. Se rimane l'eccesso è assolutamente da eliminare con una carta assorbente e inoltre si possono usare solo oli leggeri come olio di mandorle, di zucca, di vinacciolo, argan e rosa mosqueta, anche se il mio preferito è l'olio di cotone. Invece sono da evitare oli densi e burri, come olio di cocco e burro di karitè.

Perchè? Il motivo è semplice, anche se si tratta di oli/burri naturali la capacità di assorbimento è ridotta man mano che aumenta la densità e si ottiene un effetto filmante. Si crede quindi di nutrirla a fondo applicando un abbondante burro di karitè, ma in vero si sta solo imbibendo lo strato superficiale e, peggio, si stanno ostruendo i pori! Gli effetti negativi visibili sono una pelle che continua a squamarsi e non si capisce perché, grandi o piccole impurità un pò ovunque o un colorito che diventa grigiastro, grani di miglio.

ECCEZIONI: ad esempio l'uso abbondante di un burro di karitè sul viso è accettabile solo in casi di esposizione a condizioni climatiche estreme tipo: avventuroso trekking invernale in una giornata di vento, giornate in barca a vela con vento e sole, scottatura solare imminente o avvenuta, giornate sugli sci, giornata all'aperto sotto una bufera.

Nei casi citati sopra è bene avere uno strato grasso protettivo e l'uso è legato a situazioni partocolari e occasionali; ma basare la beauty routine quotidiana su quello non è una buona idea.


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Non vi sono grandi controindicazioni per l'uso sul corpo, sempre però da ricordare che per un'idratazione post doccia non è necessario usare quantità elevate di olio o burro vegetale. Va sempre usata la quantità giusta per fare assorbire il prodotto che sarebbe altrimenti sprecato e poi... se lo assorbirebbero i tessuti con cui entra a contatto: per non lasciare sindoni sul letto o sul divano o nei vestiti bisogna imparare a dosare il prodotto, procurandosi eventualmente un dispenser in caso fosse di aiuto.


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